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Intervista l’intervistato: Marco Mm Mennillo !

A cura di Giacomo Bartoli (@Giacomosx)

Un amore profondo per la musica, una voglia infinita di contribuire a renderla migliore per tutti, una storia d’amore incredibilmente vera che lo lega a tutto quello che lo circonda, è questo che vedo dentro di Lui. Sto parlando di Marco Mm Mennillo (alias @MarcoMm), la persona che ho avuto il piacere di conoscere meglio questa settimana. Quando decisi di intervistarlo, non avevo la minima idea di cosa potessi chiedergli e che cosa lui avesse da dirmi, ma sapevo che avrebbe funzionato. C’era qualcosa in lui che mi colpiva, i suoi tweets, i suoi profondi post sul suo blog, sapevo che ne sarei rimasto sbalordito e così è stato.

Marco è un ragazzo dotato di “multitasking”, di un’energia incredibile e di una pazienza tale che pochi hanno, solo così riesce a gestire i suoi mille impegni. Voi vi starete chiedendo “Ma che impegni potrà mai avere un ragazzo così giovane a parte la scuola?”, beh non vi dirò nulla in questa mia introduzione, perché lascio a voi la facoltà di giudicare solo dopo aver letto la sua intervista. Quindi ecco a voi cari lettori, l’intervistato di questa settimana, Marco Mm Mennillo:

1. Ciao Marco, benissimo iniziamo subito con le solite domande che permettono ai lettori di conoscerti un po’ meglio.  Quanti anni hai, dove sei nato e cosa fai nella vita?

Ho 17anni, Napoli. Frequento il Liceo Scientifico, che odio, e sono finalmente al quinto anno dopo 4 anni in cui sono stato SEMPRE rimandato in matematica. Poi scrivo canzoni brutte, suono qualche strumento, ascolto tanta musica, leggo e scrivo troppo. Ho un blog, Mm’s Moleskine e parlo di musica su iPodmania.it. Organizzo un festival musicale a Napoli, il LibereVociFestival e faccio parte dell’associazione culturale Libereinterpretazioni. E poi c’è Alta Fedeltà, il mio programma su RadioPodcastLive……faccio sicuramente qualcos’altro, ma non me ne ricordo neanche ora :)

2. Da quello che ho capito, sei un ragazzo che è molto legato alla musica e la ama profondamente. Cosa ci vuoi dire a riguardo? Come è nata la tua passione per quest’ultima?

Posso dire che la musica è la mia vita, anche se è una frase banale. Nasce dal fatto che negli 80’s mio padre Gianni era un musicista e cantante, ha cantato in giro e fatto tournée in America. Sono nato, così come i miei due fratelli che non hanno fatto altro che “peggiorare la situazione”, con il gene della musica nel sangue. Poi è diventata fissazione, colleziono dischi, ascolto musica di qualunque genere e la amo tutta, tranne quella visibilmente “finta”. Suono (male e da autodidatta) Tastiere, Chitarre, Basso e Percussioni, e scrivo canzoni brutte (come già ho detto prima),  cerco di inserire questo valore aggiunto in ogni singola cosa che faccio…ad esempio il mio esame di stato sarà sui Bluvertigo!

3. Prima hai accennato ad un Festival musicale organizzato da te e tuo fratello, il LibereVociFestival, parlacene un po’.

LibereVociFestival è un progetto atto a portare un festival in una città come Giugliano, il posto in cui vivo. È la seconda città della Campania, solo 10km quadrati in meno di Napoli (è in provincia di Napoli) ma ancora non la mentalità del paesotto. Non c’è NULLA per i giovani, NULLA. Una libreria è vista con sospetto, le persone sono abbastanza ignoranti, e i ragazzi sono Tamarri. Ma alcuni giovani hanno voglia di esprimersi, di vivere. E qui non c’è nulla, da questo parte LVF. “La Musica È Tutto” è il nostro slogan, perché la musica, cioè il festival, è l’unica cosa che c’è qui. Abbiamo ricevuto il complimento di essere il migliore festival di Giugliano, peccato che sia l’unico. È aperto a band e solisti dai 16 ai 40 anni, di ogni genere, senza alcun limite. È una cosa bella, soprattutto perché, com’è successo quest’anno, si è creato un gruppo fortissimo, usciamo insieme, andiamo in giro…al vincitore diamo la possibilità di incidere una demo professionale, che non è poco. E poi quest’anno i ragazzi, per esempio, hanno avuto la possibilità di chiudere la Telethon a Napoli, il Live@Piazza Dante oppure di cantare nel disco di mio fratello tra i cori, vivendo la prima esperienza in studio. Ci impegnamo tra basi, grafiche, parte tecnica, non siamo più di 10 persone, ma ci buttiamo il cuore.

4. A parte la musica, cosa ti piace fare nella vita? Hai delle altre passioni?

Lo spettacolo in generale, a partire dal cinema alla TV (sono un po’ uno “storico” di Mtv, soprattutto) e anche la letteratura. Amo Leggere e Scrivere. Infatti avrei già scritto 2 libri, se soltanto “Winzozz” non me li avesse cancellati. Ora ne sto scrivendo (con tempi molto dilatati) un terzo. Ma c’è sempre il segno della musica. Poi la tecnologia, ne sono un affascinato stimatore…soprattutto del mondo Apple.

5. Caspita, hai 17 anni e sei già arrivato al terzo libro. Di cosa trattavano,  e di cosa tratta quest’ultimo?

Il primo avevo 12 anni, una orripilante analisi personale delle canzoni di Tiziano Ferro. Inutile completamente, ma lo sforzo era notevole.

Il secondo ne avevo 14 o 15 ed era un lavoro un po’ più complicato, ovvero una sorta di “guida definitiva” alla leggenda della morte di Paul McCartney. 4 anni di ricerche, più di 290 documenti trovati, puff, in fumo.

Il terzo è più “rilassato”, nella stesura…si chiama “Shuffle Stories”, una raccolta di storie basate ognuna su una canzone. Anche lontanamente, ma ogni storia è strettamente legata al brano.

6. Arriviamo a parlare di RadioPodCastLive e di Alta Fedeltà, il programma che conduci appunto su radiopodcastlive.net . Come hai deciso di iniziare questa avventura?

Colpa di Twitter, senza dubbio. Avevo già da qualche anno in mente di creare un piccolo podcast gestito da me, e proprio in quel periodo avevo buttato giù l’idea di questo format ispirato al mio libro preferito, Alta Fedeltà di Nick Hornby (scrittore inglese, vive ad Highbury/Londra N.d.R.). Poi un giorno nella mia Timeline, appare un Tweet che annuncia che RadioPodcastLive stava cercando nuove leve. Già conoscevo Frank “di fama”, avevo visto il suo show su Current TV, il suo vlog Ego su YouTube e ascoltato Melascolto. Quindi mi sembrava una cosa troppo “seria” per me. Ma ho fatto il provino e l’ho inviato. Adesso una volta ogni 2 settimane (a parte ora che ho i lavori in casa, dannazione) sono davanti al Mic a leggere le top5 dei nostri ascoltatori. Poi dentro c’è la musica ma anche un po’ di letteratura e un po’ di social (grazie alle top5, appunto)…è molto bello per me farlo.

7. Sicuramente andare in onda la prima volta, sarà stato emozionante, raccontaci questa esperienza.

Beh, era il 22 dicembre, lo ricordo benissimo. Sarei dovuto andare in diretta per gli “auguri di Natale” di RadioPodcastLive, ma la diretta saltò e quindi Frank mi chiese di fare il Recording di Alta Fedeltà. Non avevo nulla di scritto, nulla, ed ero iperemozionato.

8. Quindi ora non posso non chiederti, quali sono secondo te gli artisti migliori del momento? Italiani e non.

Ahi, ho tantissime vere e proprie fissazioni, ma la maggior parte di questi artisti sono morti (Queen, Beatles eccetera). in Italia il mio preferito è Tiziano Ferro, che è riuscito ad emanciparsi dal teen pop ad un cantautorato estremamente emozionale, accompagnando tutta la mia adolescenza, da quando ero piccolo fino ad oggi, che non sono grande, ma ho esigenze musicali diverse. Poi Jovanotti, Cremonini, i miei tanto amati Bluvertigo e Morgan, e i Negramaro (la migliore band italiana, senza dubbio).

9. Cosa pensi invece, della musica italiana di oggi?

La musica è viva più che mai, è la discografia ad essere in crisi. Molte persone si mettono a creare, comporre, costruire qualcosa di nuovo, ma non si vendono dischi.

I dischi che si vendono e le canzoni che fanno successo commerciale sono quelle appartenenti ad una discografia malata, che verte su persone che non hanno la benché minima cultura musicale. Tiziano e Jovanotti vendono, e vendono a tutti, ma hanno una qualità molto alta. Non accetto che venda un Marco Carta o che osa vincere Sanremo.

10. Io ti seguo su Twitter e su Tumblr, ma sei iscritto anche su altri “social-network” e ovviamente hai anche il tuo blog come dicevi prima, che rapporto hai con il web?

Ho il computer dal 1996 (avevo 3 anni), e ho vissuto senza internet fino al 2004, e quindi mi sono rifatto dopo. Internet lo trovo un mezzo di comunicazione fenomenale, tanto che un 12enne sfigato a cui piace scrivere possa irradiare i propri pensieri sul web al mondo. Il mio primo blog risale al 2005. Poi MySpace, che adoro ancora, anche se praticamente è un deserto. FaceBook mi tocca usarlo in quanto nessuna delle persone che conosco realmente hanno Twitter. Tumblr è il mio “nuovo” blog, il continuo di quello che avevo su MSN Spaces. Ho un ottimo rapporto col web, perché so come usarlo. Sono lontano da tutte le paure che ci sono rispetto al web, che sono troppe.

11. Oltretutto, volevo dirti che scrivi molto bene, sono doti che uno ha dentro di se e si vede che ti piace farlo, visto il fatto che stai scrivendo il tuo terzo libro. Come e quando l’hai scoperto?

A 3 anni, scrivevo, non so perché e per come, neanche ci credono quando lo dico. Mi piace farlo perché sono una personalità particolarmente strana, sono pieno di pensieri e in qualche modo li devo esprimere. Sono anche consapevole che non è normale il modo in cui io scrivo, ma non lo faccio apposta…non penso tanto a quale parola scrivere o quale congiunzione usare (cosa che faccio tanto quando parlo). Scrivo da quando ero piccolo, nemmeno penso di scrivere bene, ma ho la necessità di farlo.

12. Noto con piacere che sei un ragazzo che non riesce a stare con le mani in mano. Con tante cose da fare già da questa età, che prospettive hai per il tuo futuro? Cosa ti aspetti?

Eheh…ancora non so cosa fare come università, di certo qualcosa di legato alla comunicazione. Non so se in Italia o a Londra, è tutto da vedere, perché il 20 settembre compio 18 anni e ad 8 anni ho scelto che il giorno del 18° compleanno sarei partito per Londra. Poi mi sono innamorato, e so che il 21 settembre partirò comunque, se quel giorno starò ancora con la mia ragazza tornerò dopo 2 settimane, in caso contrario, Londra sarà mia e la London College of Communication anche. E’ un po’ stupido rinunciare ai propri sogni per la propria ragazza, ma anche lei lo è,no?… L’importante è scappare da quella scuola, per ora. Poi penso che l’altra cosa importante sia buttare il cuore in tutto quello che faccio.

13. Hai tante cose da dire, si vede, lo si legge e lo si capisce ascoltando il tuo programma Alta Fedeltà. Sei una persona molto profonda, quali sono i valori più importanti nella tua vita?

Penso di credere nell’individualismo. Ogni persona deve avere i propri pensieri, le proprie idee, senza alcuna generalizzazione o massificazione. C’è troppa gente che si finge altri o che si aggrega per fare numero. Penso che la massa sia energia (e=mc2 :D) solo quando la massa ha il valore aggiunto di tutti i singoli e penso che essere se stessi è una cosa estremamente importante. Poi ci sono l’amore, in ogni senso. Michael Jackson era solito dire spesso “It’s All For Love, L.O.V.E.” (che è come spesso dò la buonanotte su Twitter :)) perché l’amore è quello che unisce le persone anche nell’amicizia, e anche quello che lega qualcuno a qualcosa. Sono vivo perché amo, la Musica, la mia ragazza, la mia famiglia, i miei amici. Per usare un’altra citazione Beatlesiana, “Love is all you need” :)

14. La tua Bio su Twitter, e non solo, dice questo “A 30 year old guy from london, who was born for a mistake in Naples, in 1992”, cosa significa? Te lo chiedo perché è una frase molto interessante, che colpisce sicuramente le persone che entrano per la prima volta sul tuo profilo. Spiegaci meglio.

Dico sempre di essere un 30enne londinese nato per sbaglio a Napoli nel 1992, perché non è che io mi ci rispecchi tanto e perché ho il sogno di scappare a Londra.

Un 30enne perché molte persone dicono che sono vecchio. Ho 17 anni, sono lontano da discoteche (se non come DJ), ascolto musica “antica”, e soprattutto non mi rispecchio nella mia generazione. Mi sento molto (forse troppo) vecchio ed anche ingessato rispetto ai 17enni che vedo intorno a me, per quanto ci siano tanti ragazzi come me che non sono una massa informe e incomunicativa ma hanno qualcosa da dire e lo fanno, ma sono pochi, molto. 30enne anche perché amo così tanto certe cose accadute prima della mia nascita che sembra quasi che le abbia vissute. In fondo, a Wembley nel 86, al concerto dei Queen, con l’anima già c’ero :)

15. Credo che tu sia stato tra i primi followers di TNS, cosa ti ha spinto a “schiacciare quel bottone” con la scritta Follow?

Ero da poco su tumblr…e followavo qualunque cosa :)

Poi ho scoperto un progetto interessante, curioso, nel senso che vuole curiosare nella vita delle persone che vivono internet ogni giorno, quindi è stato un bene, ma l’ho scoperto dopo :)

16. Benissimo Marco, abbiamo finito e ti ringraziamo infinitamente per il tuo tempo. Se vuoi aggiungere qualcosa, puoi benissimo farlo ora.

Nulla…sono stato…onorato di fare quest’intervista…per una persona che, come ho già detto, vive internet ogni giorno e spesso ha intorno persone scettiche che pensano che perda soltanto tempo, è una grande, enorme soddisfazione :)

Posted on Sunday, February 21 2010. Tagged with: intervistatwitter
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